Alle parole del barbaro, l'orco non potè non ridacchiare un poco sotto i baffi, poichè sebbene non avesse voluto offendere, il nomignolo calzava alla perfezione...se confrontato con qualsiasi altro orco!!
D'altro canto rispose con un semplice -va bene-, quasi a voler accontentare il barbaro.
Insieme, riuscirono a portare il tavolo fuori dalla locanda, non senza innervosire il locandiere...ma non ci badarono poi molto. Il tavolo poteva essere rimesso al suo posto, la pancia del mezz'elfo invece non era così facile da ricomporre.
Dopo aver lasciato passare la carovana di soldati affamati, l'orco chiamò a gran voce quell'elfa che prima lo aveva assistito, perchè così potesse fargli compagnia, a lui e al barbaro, e potesse magari spiegargli quegli strani versi che si era corrisposta col mezzelfo. La curiosità lo attanagliava, quasi.
-ELFA....hemm...viene fuori con orco e barbaro?...e dice quello che mezzelfo dice a te prima di svenuto?...he?...-
Ma era stata veramente magia nera, quello che aveva visto prima? Avrebbe potuto aiutare il verdogno amico? Sarebbe rimasto contagiato in qualche modo dalla magia oscura, se mai era presente?
Molto a fatica, e molto lentamente, erano più o meno queste le domande che si poneva l'orco mentre posava il tavolo al suolo.
Poi, mentre cercava di capire cosa fare col "paziente", operandolo alla buona sperando nella fortuna e nell'unguento miracoloso di prima, chiese al chierico:-Tu...hemm...potere....portare me acqua per pulire bende e coltelli?-

Guardò in lontananza...laggiù...dove il sole ardeva al tramonto e mille domande lo pervasero....
Un sonoro rutto fu la risposta
